EMMANUELE COLTELLACCI

Vive e lavora a Modena. Nel 2002 si iscrive al corso di laurea in Scienze geologiche, che interrompe per lavorare nel settore grafico-pubblicitario e editoriale, in cui è tuttora attivo. Nel 2004 si avvicina alla fotografia di ambito sportivo e still life, collaborando a diversi servizi di reportage all’estero.

Dal 2011 al 2013 frequenta il Master di Alta Formazione sull’immagine contemporanea di Fondazione Fotografia Modena. Nel luglio 2012 partecipa al progetto di residenza d’artista Baessa 1310. Lagorai fotografato presso Arte Sella e alla successiva mostra presso Malga Baessa (Trento).

Tra il 2014 e il 2015 partecipa al progetto di residenza d’artista Cura del CAMeC di La Spezia, lavorando nell’ambiente delle cave di marmo di Carrara. Dal 2013 porta avanti una ricerca sull’atto ottico-corporeo del guardare e sui meccanismi di stimolo, sulla comprensione e consapevolezza che ne deriva, nell’affascinante dialogo tra scienza e arte.

Tra il 2018 e il 2019 idea e realizza un progetto interdisciplinare sull’identità corporea, Noi flesciati, all’Istituto d’arte Venturi di Modena. Nello stesso periodo partecipa al percorso di formazione Handling with Care II, promosso da Arte Sella, Tsm Trentino e Provincia autonoma di Trento, dedicato alla relazione tra bellezza, natura e cura, con Vittorio Gallese, Marco Aime e Ugo Morelli.

Tra le principali mostre collettive ricordiamo: SI Fest (Savignano sul Rubicone, 2013); The Others Fair-Boom! (Torino); Commencement (ex Ospedale Sant’Agostino, Modena); Fotografia Europea (Reggio Emilia, 2014); Cura (CAMeC, La Spezia, 2015).

È stato promotore e organizzatore dell’evento OFF allo spazio Ex Aci nel contesto di Fotografia Europea, Reggio Emilia, La via Emilia. Strade, viaggi e confini (2016), e visual designer per la mostra Intimate Audrey a Bruxelles (2019).