I progetti degli studenti ICON

I progetti degli studenti ICON

Tutti i progetti realizzati dagli studenti di ICON Corso per curatori 

Vuoi sognare con me? è un esperimento curatoriale che prende spunto da una domanda semplice che instaura immediatamente una relazione di complicità e scambio tra il curatore e l’artista, in una dimensione di ascolto reciproco e che prende forma nella progettazione di mostra in un’audiocassetta che contiene e mette in scena una selezione di opere pubblicate in un leporello (booklet) e una registrazione audio, la sonorizzazione, composta da parole, suoni e musiche in un radiodramma in due puntate, contenute nel “lato A” e “lato B” della audiocassetta. 

“A crônica nunca vista” (in Italiano: La conaca mai vista) è un progetto che vede l’essere umano prima di tutto. Persone che sentono, parlano, hanno un nome e cognome e che, nel caso di questo progetto, hanno uno spazio in comune: la vita nella periferia di San Paolo, Brasile. Questa mostra offre un’opportunità di approfondimento sociale proponendo scatti ritraenti scene di vita quotidiana di una periferia che pare dimenticata o, per alcuni, addirittura socialmente inesistente. L’obiettivo del lavoro presentato è fare luce sulla persona, ritratta nel suo più crudo e reale essere umano. Per questo motivo, questo progetto ha una selezione solo di fotografie che hanno la presenza umana come oggetto.

 

“Artifici. Nuove identità culturali”, nasce dalla necessità di indagare i vari aspetti che compongono la realtà. 

La mostra è pensata come un esposizione monografica su Andrea Galvani, artista Italiano (Verona,1973) che oggi lavora tra New York e Città del Messico. Pensata per i Laboratori Aperti di Modena – uno spazio pubblico aperto ad imprese e cittadini nato con lo scopo di sostenere e promuovere progetti innovativi legati alla cultura, allo spettacolo e alla creatività – la mostra presenta un percorso ideale all’interno della produzione di Andrea Galvani.

 

Il progetto Contemporary Rash si inserisce all’interno dell’esperienza artistica e culturale di autogestione attivata dal Laboratorio Crash nell’aprile 2018 all’interno delle ex sedi Banca Etruria in via Corticella 109/6 a Bologna.

 

Correspondence. Forme di comunicazione è un percorso curatoriale che si propone di sollevare una riflessione sulla trasformazione e sull’uso dei nuovi mezzi di comunicazione che l’evoluzione tecnologica ci ha fornito e sull’impatto che tale evoluzione ha avuto nel campo dell’arte contemporanea.

 

 

Dalle fluttuazioni alle transizioni è una mostra collettiva dove la sinergia creata tra le opere e lo spazio che le ospita si fa materia in continua trasformazione. È un viaggio fatto di arrivi, partenze e soggiorni ma non inteso unicamente come semplice spostamento fisico bensì come caleidoscopio di sentimenti provocati nelle sue fasi attuative: dalle aspettative ai fallimenti. Ciò che unisce tutti i viaggiatori, indistintamente dall’età, provenienza ed esperienze di ognuno, è la sensazione di essere sospesi in un limbo fluttuante che, grazie alla loro interazione, si proiettano verso una nuova realtà, in transizione appunto, più forte e potente rispetto alla precedente. Allo stesso modo le opere e gli autori selezionati creano tra di loro e con lo spazio stesso una nuova energia pronta verso nuove partenze.

 

“La più bella e profonda emozione che possiamo provare

è il senso del mistero:

sta qui il seme di ogni arte, il seme di ogni scienza.”

Albert Einstein

 

Mattellini D., Caro Lucifero… Apologia del paganesimo, Lampi di stampa, Milano, 2011, p. 92. 

 

Entanglement è una mostra multimediale che si compone delle immagini fotografiche del fotografo naturalista Luca Fornaciari (Modena, 1984), il quale da anni si occupa di astrofotografia per scopi di ricerca scientifica.

 

 

Le ragioni dietro la scelta di presentare una “retrospettiva” e non un singolo progetto artistico, vanno ricercate nell’accurata osservazione delle opere stesse, nonché nel raffronto di queste con l’iter progettuale, unitamente a quello concettuale, perseguito nel corso di questi ultimi cinque anni dalla fotografa Guendalina “Guen” Fiore (Pescara, 1988). La selezione di immagini che compone Storie 2013 –2018, eterogenea sul piano cronologico, è unita da un particolare modo di guardare che cattura la vita nella sua forma più naturale e genuina: ogni scatto presentato è il racconto di un’esistenza, una finestra aperta su una storia intensa, forte ed espressiva.

 

Il Museo Galleria del Premio di Suzzara raccoglie più di ottocento opere di grandi maestri dell’arte contemporanea acquisite dal 1948, anno della creazione dell’omonimo Premio Suzzara, fino ai giorni nostri. La Galleria oggi manifesta la propria piena vocazione nell’approfondimento delle pratiche della didattica dell’arte, sviluppando da decenni laboratori in grado di coinvolgere le classi dei diversi comprensivi scolastici. In particolare, la Galleria in collaborazione con il Comune di Suzzara può vantare di aver accolto nel 1986 uno dei primi laboratori fotografici ideati da Nino Migliori, Giocafoto. In quell’occasione il fotografo coinvolse 120 ragazzi delle scuole medie proponendogli di interpretare Suzzara utilizzando delle polaroid e insegnando loro come manipolare la superficie della fotografia prima che l’immagine venisse fissata.

 

Limo è un progetto espositivo collettivo la cui forma è pensata come piattaforma online, un apposito portale work in progress che raccoglie progetti che trattano il tema del confine. L’interfaccia web su cui verrà realizzato il progetto prevede una continua mutazione, come il limo che riaffiora in base alle correnti dei fiumi che straripano e poi si ritirano nel letto, con un costante aggiornamento di lavori artistici che lo fertilizzano e accrescono.

 

 

 

La mostra SINestESIA rappresenta una ricerca sul paesaggio in mutamento dell’Europa dell’est. Paesaggio come ideologia, come metafora sospesa. Ci mostra il brutale stile architettonico, piazze funzionali, grandi blocchi abitativi, ma anche le forme più libere delle costruzioni a uso culturale dove gli architetti hanno potuto sperimentare forme e soluzioni tecniche ardite che mostrassero la grandiosità e l’austerità dei regimi totalitari che le comissionarono. C’è qualcosa di carismatico e solenne in questi paesi, è un treno che ti porta indietro nel tempo, nei posti dove convivono malinconia e bellezza sottolineate dalla maestosità del cemento e dalla poesia di nebbie surreali.

 

ARTECONTROLEMAFIE è un progetto di residenza d’artista, da svolgersi in Sicilia, inserito nel più ampio spettro di E!state liberi, campi d’impegno e formazione promossi in tutt’Italia da Libera, il coordinamento di 1500 associazioni, nata nel ‘95 con l’intento di promuovere un collettivo attivismo nell’ambito della lotta alle mafie e incoraggiare legalità e giustizia.

 

Identità molteplice è una mostra collettiva che si sofferma su esperienze artistiche volte ad attuare una specifica riflessione sul nostro quotidiano più intimo, mettendo in gioco il privato dell’artista e non solo. Dai lavori scelti emerge una pratica artistica quale tentativo di svelamento di relazioni famigliari e atto simbolico di “controllo” su di esse. Tramite la potenzialità del mezzo fotografico e video come strumenti capaci di svelare tali legami famigliari, gli artisti raccontano di relazioni intime che vivono di continui scambi interpersonali, fisici ed emotivi, delineando una molteplice identità. Si evince una riflessione sul mezzo artistico quale processo in cui tale identità si crea.

 

Ogni cosa esistente è impermanente.
Quando si comincia a osservare ciò,
con comprensione profonda e diretta esperienza,
allora ci si mantiene distaccati dalla sofferenza:
questo è il cammino della purificazione.
Dhammapada, XX (277)

 

Impermanenza è un percorso artistico che si propone di indagare il tema dell’abbandono inteso, in questo caso, come transitorietà dei fenomeni: tutto è passeggero, tutto muta, niente è eterno.

 

Questo progetto nasce dall’interesse della curatrice di lavorare con artisti della sua generazione e attivi nel suo stesso territorio. Questo è il criterio con cui sono stati scelti i giovani artisti assegnatari degli studi presso la Fondazione Collegio Artistico Venturoli di Bologna.

 

REVISIONI è un progetto di ricerca artistica, antropologica e partecipata che intende creare nuove narrazioni su un territorio mettendo in relazione immagini d’archivio con il lavoro site-specific di fotografi contemporanei. Con un’ottica interdisciplinare la ricerca intende guardare al futuro di un luogo coinvolgendo soggetti diversi per dare una nuova lettura dell’immagine del paesaggio e favorire l’interazione dialogica e dialettica tra artisti e individui. Un metodo di lavoro incentrato sulla relazione tra immagine storica e contemporanea risulta potenzialmente applicabile a qualunque contesto configurandosi come un esperimento, un work in progress, del quale risulta difficile controllare o prevedere i risultati.

 

Concepita come una mostra fotografica personale, Frammenti presenta il lavoro di Romano Gualdi, fotografo emiliano nato nel 1934 che, in oltre sessant’anni di attività, ha colto la capacità narrativa dei luoghi che hanno fatto la storia della civiltà non soltanto emiliana ma italiana.

Strade Sconnesse è una mostra bipersonale che pone l’attenzione verso i fotografi di strada americani Danny Lyon, con il lavoro The Bikeriders, e Mike Brodie, con A Period Of Juvenile Prosperity. Il primo è classe 1942, il secondo 1985. Con una distanza temporale di 40 anni, entrambi raccontano un’America che corre su strada nel tentativo di cercare nuove regole sociali e di comunicare marginali realtà esistenti: gli outsiders si riuniscono in gruppi per sfuggire alle dinamiche di una società che non li accetta. Nascono branchi nomadi di giovani americani a bordo di motociclette in un caso, o di treni nell’altro, che affermano così la propria esistenza.

 

Il progetto ha lo scopo di mostrare come l’essere umano, attraverso la forza dell’immagine fotografica, sia in grado di rappresentare spazi e luoghi nella materia e nei corpi dei quali si sente parte. Lo spazio espositivo si presenta come una mappa sulla quale seguire il percorso visivo attraverso ventinove opere di otto artisti appartenenti a generazioni e generi differenti. Aldo Crovetto, Giulia Di Michele, Sandra Kantanen, Frédéric Karikese, Lilly Lulay, Arno Rafael Minkkinen, Michela Ronco e Carl Warner sono le guide che dagli anni Sessanta del Novecento ad oggi ci accompagnano alla scoperta di un mondo fatto di evasioni, rifugi e ritrovamenti.