I progetti degli studenti ICON

I progetti degli studenti ICON

Tutti i progetti realizzati dagli studenti di ICON - Corso curatori 

Il progetto fotografico What Comes Next si propone di rendere un ritratto realistico e attendibile del Borgo Stazione della città di Udine in seguito alle conseguenze della pandemia.

Una piattaforma collaborativa che coinvolge fotografe e curatrici per provare a ridisegnare una mappatura inedita della fotografia femminile contemporanea.

Mostra personale dell’artista Niccolò Morgan Gandolfi. L’idea è quella di riproporre un breve excursus del suo lavoro, con un’attenzione maggiore rivolta alla recente produzione.

Un intervento di arte pubblica che prende spunto da Il Corpo del Capitano, di Luca Santese e Marco P. Valli, pubblicato da Cesura Publish nel 2020.u

Tramite le immagini della vita nel villaggio Tangia Basti, Pietro lo Casto ci rende partecipi della sua crescita come artista ed investigatore del reale.

Una ricerca sugli effetti globali della Korean wave attraverso il lavoro di sei fotografi internazionali.

Una mostra collettiva che presenta una selezione di 120 fotografie, un’installazione e una performance live di sei artisti sul tema della mancanza di prospettive.

Un progetto dell’artista con base a Londra che vuole riportare a galla un’autoanalisi e autocritica del pensiero eurocentrico ed occidentalizzato.

Una mostra fotografica volta a promuovere le tematiche di: nascita, rinascita, vita e morte, argomenti molto sentiti negli ultimi anni e, in particolar modo, nel 2020.

Opera Aperta è un progetto di esposizione urbana diffuso nella città di Verona che coinvolge i lavori di ventitré grafici e illustratori. Scardinando le normali metodologie di fruizione e la tradizionale lettura cronologica delle opere, la mostra si presenta come un percorso visivo itinerante.

Tora Tora Hindi è una personale dell’artista visivo Giulio Favotto. La selezione dei lavori in mostra è frutto di un lungo lavoro nell’ampio archivio dell’artista e raccoglie scatti e video inediti realizzati durante due viaggi in India nel 2016 e nel 2017.

Un esperimento curatoriale che prende spunto da una domanda semplice che instaura immediatamente una relazione di complicità e scambio tra il curatore e l’artista, in una dimensione di ascolto reciproco.

“A crônica nunca vista” (in Italiano: La conaca mai vista) è un progetto che vede l’essere umano prima di tutto. Persone che sentono, parlano, hanno un nome e cognome e che, nel caso di questo progetto, hanno uno spazio in comune: la vita nella periferia di San Paolo, Brasile. 

 

“Artifici. Nuove identità culturali”, nasce dalla necessità di indagare i vari aspetti che compongono la realtà. 

La mostra è pensata come un esposizione monografica su Andrea Galvani, artista Italiano (Verona,1973) che oggi lavora tra New York e Città del Messico. 

Il progetto Contemporary Rash si inserisce all’interno dell’esperienza artistica e culturale di autogestione attivata dal Laboratorio Crash nell’aprile 2018 all’interno delle ex sedi Banca Etruria in via Corticella 109/6 a Bologna.

 

Correspondence. Forme di comunicazione è un percorso curatoriale che si propone di sollevare una riflessione sulla trasformazione e sull’uso dei nuovi mezzi di comunicazione che l’evoluzione tecnologica ci ha fornito e sull’impatto che tale evoluzione ha avuto nel campo dell’arte contemporanea.

 

 

Una mostra collettiva dove la sinergia creata tra le opere e lo spazio che le ospita si fa materia in continua trasformazione. È un viaggio fatto di arrivi, partenze e soggiorni come caleidoscopio di sentimenti provocati nelle sue fasi attuative: dalle aspettative ai fallimenti. 

Entanglement è una mostra multimediale che si compone delle immagini fotografiche del fotografo naturalista Luca Fornaciari (Modena, 1984), il quale da anni si occupa di astrofotografia per scopi di ricerca scientifica.

 

 

Le ragioni dietro la scelta di presentare una “retrospettiva” vanno ricercate nell’accurata osservazione delle opere stesse, nonché nel raffronto di queste con l’iter progettuale, unitamente a quello concettuale, perseguito nel corso di questi ultimi cinque anni dalla fotografa Guendalina “Guen” Fiore. 

Il Museo Galleria del Premio di Suzzara raccoglie più di ottocento opere di grandi maestri dell’arte contemporanea acquisite dal 1948, anno della creazione dell’omonimo Premio Suzzara, fino ai giorni nostri.  

Un progetto espositivo collettivo la cui forma è pensata come piattaforma online, un apposito portale work in progress che raccoglie progetti che trattano il tema del confine. 

 

 

Una ricerca sul paesaggio in mutamento dell’Europa dell’est. Paesaggio come ideologia, come metafora sospesa. 

Un progetto di residenza d’artista, da svolgersi in Sicilia, inserito nel più ampio spettro di E!state liberi, campi d’impegno e formazione promossi in tutt’Italia da Libera, il coordinamento di 1500 associazioni, nata nel ‘95 con l’intento di promuovere un collettivo attivismo nell’ambito della lotta alle mafie e incoraggiare legalità e giustizia.

 

Una mostra collettiva che si sofferma su esperienze artistiche volte ad attuare una specifica riflessione sul nostro quotidiano più intimo, mettendo in gioco il privato dell’artista e non solo. 

Impermanenza è un percorso artistico che si propone di indagare il tema dell’abbandono inteso, in questo caso, come transitorietà dei fenomeni: tutto è passeggero, tutto muta, niente è eterno.

 

Questo progetto nasce dall’interesse della curatrice di lavorare con artisti della sua generazione e attivi nel suo stesso territorio. Questo è il criterio con cui sono stati scelti i giovani artisti assegnatari degli studi presso la Fondazione Collegio Artistico Venturoli di Bologna.

 

REVISIONI è un progetto di ricerca artistica, antropologica e partecipata che intende creare nuove narrazioni su un territorio mettendo in relazione immagini d’archivio con il lavoro site-specific di fotografi contemporanei. 

 

Concepita come una mostra fotografica personale, Frammenti presenta il lavoro di Romano Gualdi, fotografo emiliano nato nel 1934 che, in oltre sessant’anni di attività, ha colto la capacità narrativa dei luoghi che hanno fatto la storia della civiltà non soltanto emiliana ma italiana.

Strade Sconnesse è una mostra bipersonale che pone l’attenzione verso i fotografi di strada americani Danny Lyon, con il lavoro The Bikeriders, e Mike Brodie, con A Period Of Juvenile Prosperity. Il primo è classe 1942, il secondo 1985. 

 

Il progetto ha lo scopo di mostrare come l’essere umano, attraverso la forza dell’immagine fotografica, sia in grado di rappresentare spazi e luoghi nella materia e nei corpi dei quali si sente parte. Lo spazio espositivo si presenta come una mappa sulla quale seguire il percorso visivo attraverso ventinove opere di otto artisti appartenenti a generazioni e generi differenti.