Off-road

Off-road
Mostra personale di Niccolò Morgan Gandolfi a cura di Antongiulio Vergine 

Il progetto è costituito da una mostra personale dell’artista Niccolò Morgan Gandolfi. L’idea è quella di riproporre un breve excursus del suo lavoro, con un’attenzione maggiore rivolta alla recente produzione. La possibilità di attraversare prima una sala e poi l’altra che, in base alla costruzione della mostra, non costituisce affatto un aspetto limitante, permette di individuare già un percorso narrativo, e di guidare lo spettatore in un viaggio che, oltre a non presentare i canoni vincolanti di un cammino statico, va incontro alle esigenze di prevenzione che caratterizzano il periodo. Un ruolo importante è giocato, inoltre, "dall'effetto sorpresa": in un primo ambiente troviamo quattro fotografie di piccole dimensioni e l’installazione dei Rim – calchi di cerchioni di mezzi di trasporto - disposti su un basamento, mentre un secondo è costituito da due lavori di grandi dimensioni (un Rim e una fotografia).

Il termine Off-camera identifica quella tecnica fotografica che consiste nello sfruttare direttamente la luce per imprimere l’immagine di un oggetto sulla carta fotosensibile, senza ricorrere all’utilizzo di una macchina fotografica. Questa modalità di lavoro si lega concettualmente alla pratica di Gandolfi, in quanto, pur non avvalendosi propriamente della suddetta tecnica, egli ricorre comunque alla raccolta di oggetti – appartenenti, nel suo caso, a contesti naturali – per proseguire il discorso fotografico avviato col medium: sia nelle sculture/installazioni, che nelle fotografie, ciò che è importante, infatti, non è ciò che è immediatamente visibile, quanto, piuttosto, il processo che ha portato alla loro realizzazione. Da qui, l’ulteriore interpretazione fornita dal titolo: Off-road si compone dei termini ‘off’ (‘fuori’, ma anche ‘spento’) e ‘road', identificando dunque un metodo che non richiede necessariamente l’utilizzo del mezzo, e che – soprattutto – si esplica, per l’appunto, fuori, all’esterno. In questo è racchiuso il nucleo dell’opera di Gandolfi: una prassi che non si conclude nel solo impiego della macchina, e che, in primis, contempla un atteggiamento performativo che richiede di essere espletato all’esterno, a contatto diretto con la natura.