Opera Aperta. Temporary Urban Exhibition

Opera Aperta. Temporary Urban Exhibition

Mostra collettiva itinerante a cura di Agnese Barbarani
Artisti coinvolti: Alessandro Bombieri, Daniele Coletti, Massimo Dalle Pezze, Paolo D’Amato, Elisa Fior, Tommaso Lavagnoli , Pietro Rigo Langè, Matteo Tacconi, Tatanka, Emanuele Zoccatelli. Anno 2020-2021.

Inaugurato a Dicembre 2020, Opera Aperta è un progetto di esposizione urbana diffuso nella città di Verona che coinvolge i lavori di ventitré grafici e illustratori. Scardinando le normali metodologie di fruizione e la tradizionale lettura cronologica delle opere, la mostra si presenta come un percorso visivo itinerante, strutturato da un insieme di interventi site-specific concepiti per gli spazi verticali delle bacheche di cinema e teatri. L’intero progetto espositivo si vivifica nel rapporto diretto con il fruitore, stimolando un confronto che si misura con un pubblico reale e con uno scenario, quello della strada, sempre diverso: la bacheca, nello spazio geografico, diventa il luogo in cui l’immagine si manifesta, l’utenza occasionale moltiplica i punti di vista, le situazioni di luce inglobano l’opera che diviene a sua volta paesaggio nel paesaggio.

L’esigenza comunicativa - finalizzata a porre l’attenzione sul discorso artistico e alla chiusura degli spazi ad esso dedicati - è ciò che accomuna gli artisti selezionati, ognuno dei quali ha intrapreso un proprio linguaggio visuale, non solo mediante modalità eterogenee ma anche con una significativa impronta personale. Le opere proposte fuori dal sistema dell'arte, acquistano una nuova connotazione nell’eliminazione dell’intermediazione, semplificando e trasformando il momento della rappresentazione in una pratica diretta. Il contesto di lettura è ampio, essendo il lettore il generico passante che viene a trovarsi di fronte a un messaggio.

Abbattendo le ideali pareti, chi espone, chi organizza e chi visita si incontrano virtualmente in temporanei spazi di imprevedibilità dove il semplice passante si fa spettatore: volente o nolente, viene coinvolto e diventa complice di un messaggio “altro”, che non è funzionale alla vendita di oggetti, servizi e desideri, ma che tenta di instaurare un discorso. Occupando le strade di Verona, le opere diventano manifesti che reclamano pensieri, valori e sentimenti di questo tempo. Un tentativo, quello di Opera Aperta, di dare una nuova forma al vuoto e nuova vita allo spazio: l’assenza si fa presenza, le immagini e le parole instaurano un nuovo dialogo con la città, invitando lo spettatore ad emanciparsi dalla passività e occupare un ruolo più attivo che diventi traccia di uno sviluppo non solo artistico ma anche sociale.