La curatela come strumento di conoscenza: proposte per un laboratorio didattico.

La curatela come strumento di conoscenza: proposte per un laboratorio didattico.

Valentina Varoli

Il Museo Galleria del Premio di Suzzara raccoglie più di ottocento opere di grandi maestri dell’arte contemporanea acquisite dal 1948, anno della creazione dell’omonimo Premio Suzzara, fino ai giorni nostri. La Galleria oggi manifesta la propria piena vocazione nell’approfondimento delle pratiche della didattica dell’arte, sviluppando da decenni laboratori in grado di coinvolgere le classi dei diversi comprensivi scolastici. In particolare, la Galleria in collaborazione con il Comune di Suzzara può vantare di aver accolto nel 1986 uno dei primi laboratori fotografici ideati da Nino Migliori, Giocafoto. In quell’occasione il fotografo coinvolse 120 ragazzi delle scuole medie proponendogli di interpretare Suzzara utilizzando delle polaroid e insegnando loro come manipolare la superficie della fotografia prima che l’immagine venisse fissata.

 

Il laboratorio diede risultati di grande interesse: i ragazzi avevano creato una visione di Suzzara completamente libera da ogni retaggio visivo. Immagini nate da sguardi privi di condizionamenti, capaci di mescolare linguaggi e di far emergere i tratti più insoliti del paese.

Da queste polaroid Migliori realizzò poi delle stampe di grande formato, attualmente conservate presso la sede dell’Istituto comprensivo statale “Il Milione” di Suzzara, ed esposte all’epoca in una mostra alla Galleria del Premio.

A partire da questo sperimentale progetto di Nino Migliori, si vuole oggi strutturare un nuovo laboratorio didattico-curatoriale prendendo spunto proprio dai materiali ottenuti in occasione del primo Giocafoto. Il laboratorio si dividerà quindi in due momenti. Il primo coincide con la fase più creativa del lavoro: i ragazzi, sotto la guida di Ascanio Kurkumelis (storico e critico d’arte, fotografo), dovranno elaborare una loro personale visione di Suzzara servendosi dei loro stessi smartphone. La seconda fase del laboratorio prevede invece che i ragazzi, confrontandosi anche con le polaroid del 1986 o le loro riproduzioni in grande formato, costruiscano un percorso allestitivo che metta in relazione i diversi sguardi e immaginari legati al paese e separati da circa trent’anni.

L’obiettivo del laboratorio è quindi duplice: da una parte si vuole ragionare sui cambiamenti visivi e iconografici che hanno interessato gli ultimi trent’anni; dall’altra si desidera verificare una teoria della curatela come strumento di apprendimento che, attraverso il dominio delle problematiche dello spazio e la costruzione di specifiche narrazioni e relazioni, possa incrementare la conoscenza delle opere e dei significati che esse sottendono.

 

CURATORE

Valentina Varoli

TIPOLOGIA

progetto site specific

ANNO

2018