Dal 19 gennaio al via la seconda edizione del ciclo di talk L’arte, noi e la tecnologia

Dal 19 gennaio al via la seconda edizione del ciclo di talk L’arte, noi e la tecnologia

Dopo il grande successo della prima edizione torna il ciclo di lezioni aperte dedicato al rapporto tra l’arte contemporanea e le innovazioni tecnologiche del mondo in cui stiamo vivendo. Oggi, più che mai, le interconnessioni tra questi ambiti sono molteplici e mutevoli: le tecnologie digitali sono al contempo strumento di creazione artistica e mezzo della sua fruizione, oltre che stimolo per una riflessione sulla nostra condizione postumana, tra cyborg e antropocene.  

Indagare queste relazioni risulta di fondamentale importanza non solo per comprendere le ultime tendenze della ricerca artistica nelle Media Arts, ma anche per acquisire indispensabili strumenti di lettura della nostra società iper-tecnologica, immaginando nuovi scenari futuribili e possibili rapporti con le macchine intelligenti. Infine, studiare il lavoro degli artisti permette di comprendere le sorprendenti potenzialità del loro pensiero laterale, anche nel campo della ricerca tecnologica e scientifica.  Il ciclo si inserisce nella programmazione di Modena-City of Media Arts e si terrà presso AGO Modena Fabbriche Culturali (Largo di Porta Sant’Agostino 228, Modena), nella sala ex Cappella, all’interno degli spazi di Future Education Modena. L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti.  

Grazie alla collaborazione con MEMO-Comune di Modena gli incontri sono validi come esperienza formativa per gli insegnanti di ogni ordine e grado. L’Ordine degli architetti di Modena inoltre riconosce i crediti formativi agli architetti iscritti all’ordine che partecipano alle lezioni. 


Il programma

Venerdì 19 gennaio - ore 18
Mondi distorti. Sistemi di rappresentazione digitale 
Lezione di Evan Roth, artista 

Com’è cambiata la nostra rappresentazione del mondo nel Terzo Millennio? Se prima ci affidavamo alla cartografia per “trovare la strada”, oggi ci affidiamo al web e alla tecnologia. Ma il modo in cui disegniamo il paesaggio intorno a noi è davvero corretta? I sistemi di rappresentazione utilizzati, oggi come nel corso della storia, affondano le loro radici in una serie di pregiudizi e di distorsioni che sono profondamente legati alle strutture di potere, eppure ci affidiamo ciecamente a questi sistemi per muoverci nel mondo. Le distorsioni nella rappresentazione del reale e nel mondo delle reti sono al centro della ricerca dell’artista americano Evan Roth, che lavora con la fotografia, il video, l’installazione e la pittura.  Con base a Berlino, la sua ricerca visualizza, archivia e sfida la nostra percezione di aspetti tipicamente invisibili delle tecnologie di comunicazione in rapida evoluzione. Analizzando gli usi non intenzionali di strumenti e tecnologie, il suo lavoro affronta gli effetti personali e culturali che circondano questi cambiamenti.  

Giovedì 15 febbraio - ore 18 
Arti performative tra tecnologie e Metaverso 
Lezione di Federica Patti, curatrice 

La digital performance - o performance digitale in tempo reale - è uno specifico settore di produzione e indagine artistica che vede il gesto tecnologico protagonista e co-autore della creazione di opere, codici e linguaggi sempre più aumentati e iperconnessi, decentralizzati e collaborativi. In questo contesto, l'avvento del Metaverso rappresenta uno dei cambiamenti fondamentali nell’odierna nozione di performance digitale, che impone la rivalutazione dell'essenza stessa dello ‘stare online’, unita alla ricontestualizzazione di concetti come realtà, spazio-tempo, simulazione, identità e comunità. Federica Patti ci guida in un viaggio attraverso le opere, per descrivere la rivoluzione estetica in atto fin da inizio Millenio, all’insegna della transdisciplinarietàe del post antropocentrismo. 

 

Martedì 12 marzo 2024 - ore 18 
Arte eecosistemi intelligenti 
Lezione di Marco Mancuso, critico 

Le architetture neurali generative che sottendono gli attuali sistemi di Intelligenza Artificiale, stanno avendo un impatto crescente e stratificato nel tessuto culturale, etico e politico della società nella quale viviamo. Gli algoritmi di analisi e interpretazione di grandi dataset sono infatti da un lato ampiamente utilizzati per le loro potenzialità in termini produttivi e creativi, dall'altro profondamente criticati per le oscure dinamiche estrattive, di categorizzazione e sfruttamento (privacy, lavoro, diritti) che li sottendono. Come già successo in passato di fronte a una tecnologia rivoluzionaria, l'essere umano alimenta la sua propensione al ragionamento oppositivo che non sembra riuscire trovare un efficace ponte di dialogo tra utopie evoluzioniste e rigurgiti luddisti, immaginari futuristi e tensioni primitiviste. Attraverso un percorso ricco di storia, riferimenti e casi studio, l'incontro con il critico e autore Marco Mancuso indaga come invece alcuni territori dell'arte, nel rapporto con la filosofia e la tecnoscienza, siano in grado di riflettere in maniera critica sulla pervasività dei sistemi computazionali ad autonomia crescente nelle nostre vite, evidenziando altresì le potenzialità critiche, estetiche e narrative offerte dallo studio dalle inesplorate forme di agenzia condivisa tra essere umano, macchine computazionali e sistemi naturali.

 

Mercoledì 8 maggio 2024 - ore 18 
Video, corpo e forme di resistenza  
Dialogo tra Martina Angelotti, curatrice, Benjamin De Burca & Barbara Wagner, artisti  

 

Tutti gli incontri verranno trasmessi anche in streaming sulla pagina YouTube Fondazione Modena Arti Visive.