Attraversando due generi fotografici, il ritratto e lo still life, e affrontando volta per volta le rispettive difficoltà tecniche, si arriverà a costruire un percorso visivo che possa svelare e raccontare l’identità dei soggetti ritratti. Le nozioni tecniche relative all’illuminazione di un soggetto, all’allestimento di un set, alla modellazione della luce verranno approfondite dal docente durante una tre giorni dedicata prevalentemente alla pratica.

“L’unità di misura del ritratto è la distanza. Distanza fra il fotografo e il suo soggetto, fra il proprio ascolto e l’entità altrui, fra ciò che si è e ciò che non si è o non si è ancora.. La macchina fotografica è in tal senso un registratore di distanze: nessun altro strumento è più potente nel documentare la percezione di un rapporto, persino quando esso si sta ponendo in quell’istante..”

Ai partecipanti viene chiesto di produrre anticipatamente e presentare in sede di workshop, un’immagine di paesaggio – preferibilmente stampata – che rappresenti la loro identità.

Venerdì:

Raccolta delle immagini di paesaggio prodotte come compito dai partecipanti.

Analisi della struttura logico-semantica di tre opere del docente per offrire uno spunto di metodo nella produzione di un ritratto.

Shooting di ritratto.

Sabato:

Fine shooting di ritratto.

Shooting still life.

Domenica:

Fine shooting still life.

Revisione lavori ed editing.

Discussione finale e saluti.

 

 

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