Il workshop di Antonio Biasucci si basa sul concetto di Laboratorio formulato dal regista e drammaturgo sperimentale Antonio Neiwiller: “uno stimolo a solleticare le corde interne del pensiero e dell’emozione affinché diventino epifanie pure e scarnificate”.

Biasiucci applica da anni alla fotografia le idee che Neiwiller ha formulato per il teatro, concentrando la sua ricerca su tematiche che si collocano tra i due opposti concetti di origine e catastrofe. I soggetti delle sue serie, come il pane, i corpi, i vulcani, diventano grazie alla fotografia elementi ancestrali, portatori di un valore universale che appartiene alla storia dell’uomo. La metodologia da lui adottata implica una reiterazione dell’azione: un luogo circoscritto viene fotografato ripetutamente con un approccio sottrattivo che spoglia progressivamente l’immagine del superfluo, fino a raggiungere una visione essenziale del soggetto.

Nelle prime due giornate di workshop Biasiucci presenterà la propria ricerca trentennale e trasmetterà ai partecipanti i principi e le pratiche di questo metodo di lavoro. Nell’incontro conclusivo, a distanza di due mesi, verranno discussi i progetti realizzati a partire dal workshop.

 

 

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