Impegnato a sviluppare un metodo che riduca al minimo la soggettività del fotografo, Vincenzo Castella coniuga nei suoi lavori l’adozione di un punto di vista ampio ed elevato a un rigoroso controllo delle cromie. Grazie all’estensione dello sguardo e all’omogeneità della luce, le sue fotografie permettono una percezione d’insieme della realtà osservata senza escludere, anzi favorendo, la lettura dei dettagli che la compongono. Attraverso questo approccio il fotografo conduce da anni una ricerca sulle città e sui cambiamenti percettivi che ne accompagnano le trasformazioni.

In sintonia con il tema del suo lavoro, Castella concentra il workshop sul concetto di fotografia come documento: partendo da un parallelo con la “tracceologia forense” – disciplina che studia i segni che un materiale registra sulle superfici – analizzerà la fotografia quale strumento in grado di scrivere l’identità di un luogo a partire dall’interpretazione delle tracce in esso lasciate.

Nel corso del workshop saranno presi in esame aspetti legati alla scelta di obiettivi, pellicole e dispositivi di ripresa e, tramite un’esercitazione pratica, verranno considerate le caratteristiche proprie del banco ottico. Finalità del corso è analizzare l’intero processo di produzione di un progetto, dalla definizione concettuale alla realizzazione, per scoprire le potenzialità della fotografia quale straordinario mezzo di decifrazione del mondo.

 

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