Il pensiero dietro il ritratto nell’arte contemporanea

Obiettivo puntato sul ritratto e sull’autoritratto: nell’era del “selfie ergo sum”, l’autoritratto impone una triplice assunzione di ruoli da parte dell’artista in autore/soggetto/osservatore di se stesso. Dal Narciso di Caravaggio a una Cindy Sherman-Narciso, la storia dell’arte e della fotografia racconta di artisti che diventano opere d’arte in virtù del loro scarto progettuale, della loro consapevolezza nello spazio che occupano, di un self-control più o meno domato che rivela intimamente, violentemente o delicatamente, la propria natura.

Durante il workshop Mustafa Sabbagh guida i partecipanti nell’indagine artistica della propria posizione, in rapporto alla propria più intima percezione. Tre giorni di viaggio nel mondo dell’arte contemporanea esplorando la lingua privilegiata della fotografia e i suoi mezzi attraverso la comprensione che l’estetica ha nella sua radice l’etica, che la pratica è ricerca, che non esiste digitale, se la sua base non è il mentale.

Il workshop prevede una fase operativa volta alla costruzione di un progetto autobiografico attraverso la fotografia o il video.

Docenti

MUSTAFA SABBAGH

MUSTAFA SABBAGH

Nato ad Amman (Giordania) nel 1961, vive e lavora in Italia. Italo-palestinese, cresciuto tra l’Europa e il Medio Oriente, ha un imprinting cosmopolita e un’attitudine nomade.

Già assistente di Richard Avedon e docente al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, dopo una brillante carriera come fotografo di moda riconosciuta dai magazine più prestigiosi del mondo, a partire dal 2012 concentra la sua ricerca sull’arte contemporanea per mezzo della fotografia e della video-arte, attraverso una sorta di contro-canone estetico il cui punctum è la pelle, diario dell’unicità individuale.

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